Il test della giovinezza

In questo periodo sto girando un cortometraggio. Niente di speciale, non sto lavorando per la Universal, è una produzione amatoriale tra amici che vogliono tirare fuori un prodotto decente e godibile. Quando ne parlo in giro, la reazione più comune è:
 
”Perchè dovresti girare un cortometraggio?”
 
Il che un po’ è vero. Sono solo spese, il tempo impiegato è tantissimo e molto probabilmente finirà con un migliaio di views su Youtube e tanti bei ricordi. Eppure quando mi fanno questa domanda non posso fare a meno di essere un po’ infastidito. È come chiedere a chi ranka su League of Legends perchè lo fa. Ma è semplice no?
 
Perchè ambiamo tutti quanti ad un risultato. Un traguardo che ci faccia dire vedi, tutto quello che hai fatto non è stato inutile perchè ora sei qui, ce l’hai fatta. 
 
Ancor di più se come me sei un sognatore, hai delle passioni e vuoi realizzare dei progetti. Invece che ragionare schematicamente preferisci provare cose nuove, fare esperienza e sperare che prima o poi tutti i sacrifici vengano ripagati.
 
Il pensiero più comune è che se dovevi farcela ce l’avresti già fatta; il che forse un po’ è vero, perchè in mezzo a mille progetti e sogni devi avere non solo il tempo per realizzarli, ma sopratutto il fisico. Arrivi prima o poi ad un limite tangibile che non ti permette più di mandare avanti le cose che ti piacciono, perchè ti senti stanco, spossato e il divano diventa il tuo migliore amico.

Così ho deciso che è ora di stabilire davvero se sono arrivato al punto di non ritorno. Il lavoro, la vita sociale, la musica, questo blog, e in tutto questo devo anche finire di giocare a Metal Gear Solid 4. Troppe cose, come faccio a capire se ho ancora la forza per far fronte a tutto questo?

 

IL METODO SCIENTIFICO

Per saperlo, ho sviluppato un metodo infallibile: un test della giovinezza. Per metterlo in pratica basta poco, bisogna semplicemente uscire di casa e rincorrere un pullman.

Lo so, state pensando già che è una cazzata.

Ma è normale.

NON MI ASPETTO CHE IL MIO GENIO VENGA COMPRESO IN QUESTO STESSO SECOLO.

Per capire meglio di cosa sto parlando, è meglio dare dei riferimenti spaziali. Il nostro esperimento comincia esattamente in questo punto di Torino:

 

 

Ci troviamo all’angolo tra Via Gorizia e Corso Cosenza. Un punto che per diversi motivi mi ritrovo a dover attraversare spesso; per esempio quando torno a casa dopo essere stato dal dentista, o quando torno a piedi dalla Stazione Lingotto fino a casa. È un punto chiave, perchè lì incrocio un pullman che può portarmi direttamente sotto casa, ma la fermata più vicina per prenderlo dista a poco meno di trecento metri.

Non di rado mi capita di passare esattamente in questo tratto di strada e trovarmi il bus in arrivo o proprio davanti a me, al semaforo in attesa di girare e imboccare la via verso la fermata. Per fortuna quel semaforo dura una vita.

Il Disumano di un tempo non avrebbe mai esitato. Una volta avvistato il pullman, si sarebbe lanciato a folle velocità verso la fermata, sfidando il conducente del pullman in una gara di velocità.

E AVREBBE VINTO.

Ora, alla soglia dei venticinque anni, quando mi ritrovo in questa situazione il primo pensiero è chiaramente quello di non correre ed evitare lo sforzo.

Ma poi nella mia testa ripenso al me stesso di qualche anno fa, che appena vedeva quel pullman sfrecciava alla velocità del suono tra la gente, spaventando la signora col cane, i piccioni per strada, i gatti randagi e tagliando l’aria al suo passaggio. Tutto per prendere quel mezzo e farsi neanche cinque fermate, risparmiando un quarto d’ora di strada a piedi.

A prima vista potrebbe sembrare che non ne valga la pena, ma in realtá non è un semplice discorso di tempistiche.

L’obiettivo finale è mettersi alla prova, per capire se hai ancora il fisico per farcela, e sopratutto lo spirito che avevi una volta.

Ed è con questo intento che qualche giorno fa, al passaggio del pullman non ho esitato.

Ho corso.

Spaventando la signora col cane.

Tagliando l’aria al mio passaggio.

Arrivando alla fermata prima del conducente del pullman.

Con la stanchezza e col fiatone, ma conscio che il mio spirito non è cambiato e che il mio fisico ce la fa ancora.

Questa è la prova empirica che non devo accampare scuse, sono giovane e perfettamente in forma per realizzare tutto quello che voglio.

Il tutto grazie ad un pullman.

SI VEDE PROPRIO CHE HO TEMPO DA PERDERE IN CAZZATE.

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